Le spese familiari sono sempre tante e non è mai troppo presto per pensare di mettere da parte dei risparmi, per fronteggiare possibili future uscite importanti: ad esempio per lo studio dei figli o per l’acquisto di un auto.

Accantonare autonomamente delle somme con costanza, senza utilizzarle nella vita quotidiana, però non è semplice.
Per questo motivo il Private Banker Gioacchino Iandolo suggerisce ai nostri lettori di valutare i cosiddetti p.a.c (piani di accumulo del capitale) ed in particolare dei p.a.c. in fondi comuni di investimento.

“Se con una certa cadenza (mensile-trimestrale-quadrimestrale-semestrale-annuale) – spiega Iandolo – una determinata somma viene automaticamente tolta dal nostro conto corrente e dirottata in un acquisto di un fondo comune di investimento, di sicuro è più semplice per il risparmiatore mettere da parte delle somme”.

Ecco quindi i consigli di Iandolo

È possibile effettuare gli investimenti in 2 modalità:
– P.i.c. (piano di investimento di capitale): si intende l’investimento di una determinata somma in un’unica soluzione.
– P.a.c: (piano di accumulo capitale): si effettuano investimenti tramite versamenti periodici anche di piccole somme mensili ( €50 – €100).
Dando disposizione al nostro consulente bancario sceglieremo l’acquisto di un fondo comune di investimento più consono in base ai nostri orizzonti temporali e al grado di rischio per raggiungere i nostri obiettivi.

L’acquisto di quote di fondi comuni di investimento avviene, generalmente, al valore di chiusura di 1 o 2 giorni successivi all’inserimento dell’ordine d’acquisto.
Comprando periodicamente quote per la stessa somma difficilmente le acquisteremo allo stesso prezzo, di conseguenza in un periodo medio-lungo avremo costruito un capitale in quote di fondi il cui prezzo d’acquisto corrisponderà alla media degli acquisti effettuati nel periodo ( 5-10-15 anni) con il vantaggio di mediare gli stessi.

Un esempio? Ipotizziamo di investire € 100 al mese per 60 mesi. Normalmente il il vaore delle quote del fondo oscillerà quotidianamente, per cui acquisteremo più o meno quote a seconda del prezzo. In tal senso uno schema potrà essere chiarificatore (per semplicità acquisteremo € 100 mensilmente per 4 mesi).

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“Dall’esempio – spiega il private banker – possiamo constatare come alla fine dei 4 mesi avremo acquistato n.8,53 quote spendendo € 400 ad un prezzo medio di € 46,89 ed è chiaro quindi che il quantitativo di quote che si acquistano, a parità di esborso mensile, aumenterà al diminuire del prezzo di acquisto e vicecersa. Per quanto riguarda i rendimenti invece – continua Iandolo – il prezzo delle quote dei fondi oscilla quotidianamente e maggiore sarà questa oscillazione (volatilità) maggiore sarà la divergenza del prezzo medio-garantendoci in caso di crolli una maggiore protezione”.

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Come potete osservare, malgrado il valore della quota nei 5 anni sia aumentato e diminuito, tramite l’acquisto periodico in p.a.c. abbiamo spezzato il prezzo ed acquistato con la stessa somma un quantitativo maggiore di quote, realizzando una performance superiore all’acquisto in p.i.c.

“Consiglio – conclude Iandolo – di sottoscrivere p.a.c in fondi 100% azionari, poiché sono quelli che di norma esprimono maggiore volatilità – rendimento/rischio, caratteristiche fondamentali per raggiungere dei buoni risultati nei lunghi periodi”.

È comunque sempre opportuno consultare il proprio consulente di fiducia che, dopo aver analizzato il profilio di rischio, potrà formulare la giusta raccomandazione per gli investimenti.