Leggere libri ai nostri figli è una cosa seria! Richiede presenza, attenzione, concentrazione, enfasi e capacità interpretative. Ogni parola detta ha un peso specifico, uno stato d’animo e un colore. Ogni personaggio ha il diritto di possedere una personalità caratteristica e assolutamente unica. Le immagini che troviamo tra le pagine ci possono aiutare a dar forma alle parole ma la voce sarà la vera chiave per poter entrare nell’immaginazione dei bambini.
Pensiamo semplicemente a noi. Ascoltare qualcuno che parla in modo monotono, piatto e senza sfumature ci porta a perdere velocemente l’interesse nei confronti dell’interlocutore. Ora proviamo a immaginare un bambino: le loro menti viaggiano velocemente e le funzioni esecutive che includono l’attenzione e la concentrazione sono ancora in fase di sviluppo e di maturazione. Mantenere l’interesse su racconti piatti e monotoni, risulta quasi impossibile.
Grazie all’uso consapevole della voce possiamo fare magie! Se usata correttamente, con le inflessioni giuste e il tono coerente alla situazione potremmo regalare immagini mentali di gioia, tristezza, paura, coraggio e speranza.
Questo aiuterà il bambino a immedesimarsi e vivere realmente quegli stati d’animo. Anche grazie a questo stimolo sonoro apprenderà le diverse sfumature del sentire, interiorizzando e rielaborando il vissuto comunicato durante la lettura. Per nostro figlio sarà un’esperienza sicura, in un ambiente protetto con accanto chi gli vuole bene.
Non resta altro che provare, mettersi in gioco e tornare un po’ bambini anche noi. Divertiamoci durante la lettura, ridiamo di gusto, infondiamo vere speranze e autentiche esitazioni, innamoriamoci dei personaggi rendendoli un po’nostri. I bambini non si ricorderanno di tutti i libri che abbiamo letto assieme ma di sicuro non dimenticheranno quella vocina buffa che era propria di quell’esserino magico che sbucava dalle pagine.
Un libro che non ci farà annoiare e ci metterà alla prova è Tararì tararera, scritto e illustrato da Emanuela Bussolati. L’albo illustrato fa parte della collana La biblioteca di Piripù e ci mette di fronte a una vera e propria sfida interpretativa.
Nel caso avessimo bisogno di qualche idea su come presentare la storia, possiamo farci aiutare da questo video in cui è proprio l’autrice stessa a leggere il libro.

di Elisa Vincenzi e Ilaria Braiotta
Editore: Carthusia
(6 febbraio 2020)
40 pagine
ISBN-13: 978-8869451003
Emanuela Bussolati, architetto, scrittrice e illustratrice, vincitrice del premio Andersen come “Autore completo”, nel 2010 ha ricevuto anche il premio Andersen per il miglior libro illustrato, proprio con Tararì tararera.
Addentrandoci nel fantastico mondo di Piripù Bibi, un piccolo esserino fantastico protagonista di Tararì tararera, verremo accolti da immagini colorate e dinamiche.
A prima vista il testo potrà sembrarci strano, quasi incomprensibile. È proprio così! La storia è stata scritta in lingua piripù. Una lingua inventata dall’autrice che ben si presta ad essere plasmata con il tono della voce per accompagnare e dare forma in modo magistrale alle illustrazioni.
Un canale comunicativo adatto ai bambini di tutte le età e tutte le etnie, perché la storia non sarà fatta di parole ma di suoni comuni a ogni essere umano.
Piripù Mà, Piripù Pà, Piripù Sò, Piripù Bè e Piripù Bibi ci guideranno per mano accompagnandoci nelle loro avventure quotidiane alla scoperta delle nostre sopite doti interpretative . Voce, espressioni facciali, gesti e una buona dose di studio, ci porteranno a creare un legame tutto nostro con questo libro. I bambini si divertiranno a vederci così impegnati, presenti e completamente assorbiti dalla lettura. Non ci sarà spazio per le distrazioni dovute a notifiche su schermi luminosi o noiosissime to do list mentali perché le peripezie di Piripù Bibi focalizzeranno la nostra attenzione.
Lasciamoci guidare dalla curiosità e dalla voglia di sperimentare grazie a questa storia che i bambini vorranno ascoltare e riascoltare all’infinito. Gli sguardi incantati dei vostri figli durante la lettura, vi ripagheranno di tutti gli sforzi. Quindi, cari genitori, buon lavoro e buon divertimento!
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