La separazione dei genitori, oggi, è un fatto estremamente comune. Rispetto al passato c’è una facilità e una velocità eccessiva nello sciogliere il legame che ha tenuto insieme la coppia, tanto di più se da quella coppia non sono nati dei figli.

Quando ci sono i figli invece, spesso le cose cambiano. Per molti, i figli sono il motivo che fa ritardare una separazione, considerando che a volte è davvero meglio separarsi con i bimbi piccoli piuttosto che farli crescere in un ambiente di coppia e familiare saturo di rancori e malesseri.
Se è naturale e preferibile per i figli avere dei genitori uniti, tale richiesta viene meno quando vi è una forte conflittualità. Ad oggi, tutti i bambini e i ragazzi che ho avuto modo di incontrare nel mio studio, hanno sostenuto di aver sofferto molto per il disaccordo tra i genitori.

“Sai, i miei genitori litigavano ogni sera e io mi chiudevo in camera con le cuffie alle orecchie, così non sentivo. Però era impossibile non sentire, dalla cucina, le grida e le urla”. (Marco 8 anni)

Non è raro che nel mio studio, mamme e papà in fase di separazione, si preoccupino dei loro figli, di come affrontare la separazione con loro, se parlarne o non parlarne ed eventualmente, in che termini parlarne.
Uno dei compiti, forse il più difficile per i genitori, è quello di spiegare ciò che sta avvenendo, con parole semplici e chiare, rassicurando i figli che continueranno ad essere mamma e papà, perché anche se si spezza il vincolo coniugale, l’essere genitori è qualcosa di indissolubile.
Se possibile, è preferibile che la notizia venga data da entrambi i genitori insieme, sottolineando che è una decisione che hanno preso e maturato insieme. Questo elimina la possibilità che il bambino pensi “posso cercare di convincere mamma/papà a cambiare idea”.

Se i bambini avranno una spiegazione chiara e sincera delle ragioni che hanno portato i loro genitori a separarsi, allora potranno smettere di pensare di essere loro (come spessissimo accade) i responsabili della separazione, o potranno smettere di pensare che “sforzandosi” la famiglia potrà tornare unita.

“Se faccio il bravo forse mamma e papà tornano a volersi bene” (Alessio 7 anni).

Si tornerà sull’argomento in seguito, nei giorni seguenti, quando i figli avranno in un certo senso “digerito la notizia”, faranno sicuramente altre domande e sarà importante che i genitori siano loro accanto nel rispondere, nel rassicurarli rispetto alle loro paure e nel chiarire che loro non hanno alcuna colpa per quanto è accaduto.

“Papà se ne è andato… Te ne andrai anche tu?” (Laura 7 anni),
“Papà se ne è andato perché non mi vuole bene?” (Mattia 8 anni)

Hanno bisogno di capire che, nonostante non vivano più con entrambi i genitori, essi rimarranno comunque legati a loro e che entrambi i genitori li continueranno a seguire, a vedere, si occuperanno di loro, della loro educazione, andranno a scuola a parlare con gli insegnanti, li accompagneranno dal pediatra, ecc.
Con i bambini più piccoli è preferibile alterare il meno possibile la loro routine (pasti, sonno, giochi all’aperto), che in momenti di turbolenza rappresentano dei punti di riferimento sicuri.

Accanto all’amore e alla presenza attenta dei genitori, uno strumento importantissimo sono le fiabe che, introducano psicologicamente e pedagogicamente i bambini al vissuto della separazione.
La fiaba cura la separazione fornendo a delle situazioni presenti difficili da accettare, quale può essere la separazione dei genitori, la speranza di un futuro migliore e felice.
Il brutto anatroccolo, ad esempio, non deve perdere la speranza e disperare per la sua condizione, perché alla fine anche lui troverà la felicità diventando un bellissimo cigno. La fiaba, mette in rilievo il fatto che l’eroe nella fantasia e il bambino nella realtà, alla fine grazie a tutti i valori e principi positivi quali l’impegno, la forza, la tenacia, la generosità, la bontà, l’onestà, il coraggio, la buona volontà e soprattutto l’amore, riusciranno a supera tutte le difficoltà ed avversità della vita, raggiungendo alla fine la felicità e la
serenità in quel “… e vissero tutti felici e contenti”.
La fiaba, grazie al lieto fine, offre la speranza al bambino che, malgrado le avversità della vita, un giorno riuscirà ad essere vincente e superare tutti gli ostacoli proprio come i protagonisti che alla fine vivono felici e contenti.

 

In questo articolo voglio proporvi alcune letture da poter fare con loro, in relazione all’età vostri figli.

sotto il temporale libro

Sotto il temporale

Fiabe ombrello per famiglie in trasformazione

Categoria: Articoli

di Manuela Mareso
Libro: 96 pagine
Editore: EGA-Edizioni Gruppo Abele (16 ottobre 2013)
ISBN-13: 978-8865790656

Questo libro adatto ai più piccoli, 4 anni circa, ha come tema la separazione dei genitori e la difficoltà dei bambini a vivere questo enorme cambiamento nella loro esistenza, prende in considerazioni realtà più che mai attuali e con le quali dovremmo abituarci a fare i conti anche perché frequentemente, la convivenza con il/la partner del genitore e la conoscenza dei nuovi “fratelli”, sono situazioni conseguenti temporalmente alla prima fase di separazione.

 

due piccoli trolley libro

Due piccoli Trolley

Categoria: Articoli

di Conc
Libro: 36 pagine
Editore: Carthusia (6 aprile 2017)
ISBN-13: 978-8869450259

Questo è un libro adatto ai bambini dai 5 anni in su, l’età della Scuola dell’Infanzia e la fase iniziale della Primaria. È una storia raccontata dalla voce del trolley di Andrea, un bambino che ha la mamma e il papà separati, così come sono separati anche i genitori di Giulia.

 

due di tutto libro

Due di tutto

Categoria: Articoli

di Arianna Papini
Libro: 24 pagine
Editore: Fatatrac (7 ottobre 2015)
ISBN-13: 978-8882223830

Questo testo adatto per i bambini della scuola Primaria, dai 6 anni in su, racconta di certezze e sicurezze giudicate indistruttibili che sembrano sgretolarsi per sempre quando papà e mamma si dividono. La vita ha una svolta molto dura, sempre, per i bambini, anche nel caso di genitori responsabili e attenti al loro equilibrio e alla loro serenità.

 

Accanto ai libri esistono altri strumenti oggi disponibili per aiutare le famiglie in difficoltà: per i figli il sostegno psicologico e psicopedagogico e per i genitori che si stanno separando la mediazione famigliare.

La mediazione familiare ha un ruolo fondamentale nella separazione, perché tenta di riportare l’attenzione dei due adulti sull’esercizio della funzione genitoriale. La separazione determina un momento di forte confusione e smarrimento, i genitori si trovano impegnati a difendere i loro “interessi”, con il rischio che spesso i bambini “non vengono visti”, o addirittura siano invischiati in doppi messaggi o intrappolati in conflitti di lealtà.

La mediazione non cerca di passare dal conflitto al consenso, ma di gestire le contraddizioni trovando la terza via; è nel momento in cui le risorse emotive dei genitori sono maggiormente esasperate dal conflitto e dalle sue conseguenze, che i bambini hanno maggiormente bisogno di sostegno emotivo e di coerenza educativa da parte degli adulti.
Può essere necessario anche il sostegno psicologico ai genitori singolarmente, per elaborare il dolore che deriva dalla fine di un progetto di coppia, di famiglia, ma anche per trovare dentro di sé le risorse e gli strumenti necessari per andare avanti, ricordandosi che dal ruolo di mamma e di papà non si va mai in ferie!