Il 9 novembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Adozione (World Adoption Day), dedicata allo strumento oblativo dell’adozione, regolato nel nostro paese dalla legge 184/1983.

È un appuntamento internazionale che va ben oltre la semplice commemorazione, è un momento cruciale per accendere i riflettori su un percorso complesso e fondamentale per la formazione di molte famiglie. Nata negli Stati Uniti nel 2014, questa ricorrenza è stata istituita con l’obiettivo primario di colmare un vuoto di rappresentazione pubblica del tema, celebrare l’amore familiare e rafforzare un messaggio positivo intorno al percorso adottivo.

L’assenza della celebrazione in Italia

Nonostante l’adozione sia uno status giuridico che riguarda la vita di numerosi cittadini italiani, la Giornata Mondiale dell’Adozione non è ancora riconosciuta come una festa nazionale italiana. Nonostante ciò, in alcune città si sfrutta questa data per organizzare eventi, testimonianze, conferenze e iniziative di sensibilizzazione per raccontare alla società i pregiudizi, gli iter burocratici complicati e le storie che segnano la realtà adottiva. L’adozione, infatti, non può prosperare nell’invisibilità. Affinché le famiglie possano crescere i loro figli adottivi in modo sereno, è indispensabile che vi sia un apporto sociale e istituzionale importante, supportato da una rete competente e multidisciplinare.

Tesi a favore e contrarie del festeggiamento

Come ogni iniziativa che riguardi l’aggregazione comunitaria, anche la Giornata Mondiale dell’Adozione genera dibattito tra le associazioni e realtà che lavorano ogni giorno a contatto con il mondo adottivo.

I sostenitori vedono nella Giornata un’occasione irrinunciabile di visibilità e sensibilizzazione, essenziale per rompere i tabù. Vengono evidenziati diversi aspetti positivi, tra cui la promozione di conoscenza del tema e di consapevolezza sui bisogni dei minori e delle famiglie. Potrebbe anche offrire alle famiglie adottive un momento per sentirsi riconosciute, non sole, e parte di una comunità.

Può, inoltre, essere uno spunto fondamentale per includere nel dibattito legislatori e operatori, mettendo in luce i punti critici del sistema e proponendo miglioramenti normativi e potenziamento dei servizi post-adottivi. Tutto ciò attraverso testimonianze concrete che includano difficoltà, successi e sfide, raramente affrontate dai media ordinari.

Dall’altra parte, alcune associazioni e operatori sollevano preoccupazioni concrete, temendo che la giornata possa, involontariamente, rafforzare stigma e pregiudizi invece di eliminarli. Le critiche principali si concentrano sul timore che la Giornata si trasformi in un evento simbolico, “di facciata”, concentrato su storie troppo belle e felici, occultando le difficoltà reali, come i conflitti interiori, i traumi e i complessi problemi post-adozione.

In più la celebrazione potrebbe porre troppo l’accento sull’adozione come “evento speciale” e perpetuare la percezione di diversità o esclusione dei figli adottivi, anziché promuovere la normalizzazione e l’integrazione di questi.

Aggiungiamo che questo tipo di narrazione vedrebbe l’equazione “adozione = miracolo” schiacciando le aspettative realistiche. Chi vive esiti difficili – genitori e figli adottivi – può sentirsi “fallito” o messo all’angolo, senza spazio per le zone d’ombra e per riconoscere l’impegno continuo richiesto.

Infine, l’attenzione mediatica rischia di concentrarsi solo sul 9 novembre, scomparendo subito dopo, senza un seguito strutturale. Si richiede, dunque, che la Giornata sia accompagnata da impegni istituzionali concreti (come stanziamenti e formazione degli operatori), affinché l’attenzione non resti solo simbolica, ma incida sull’aspetto tecnico, normativo e strutturale dell’adozione.

Dunque, tutto parte dalla necessità di ricordare alla società intera che l’accoglienza non è solo un progetto affettivo individuale, ma un diritto del minore e una responsabilità collettiva. Il suo valore sta proprio nella capacità di aprire il dialogo, rompere i silenzi e chiedere che l’impegno delle famiglie adottive venga supportato da un tessuto sociale e istituzionale forte e duraturo.