La paura è un’emozione naturale, un prezioso sistema di allarme che protegge i nostri figli dai pericoli. Eppure, a volte, questo allarme scatta troppo spesso o per motivi che a noi adulti sembrano innocui: i mostri sotto il letto, i cani al parco o il momento di spegnere la luce. Quando la paura smette di essere una protezione e diventa un limite che blocca il bambino, è il momento di intervenire come «genitori-specialisti».
Le trappole del «troppo amore»
Molti genitori, nel tentativo di rassicurare il figlio, mettono in atto inconsapevolmente delle strategie che, invece di ridurre la paura, la alimentano. Nel modello della terapia breve strategica, si evidenziano due errori comuni:
1. La rassicurazione continua: dire «Non c’è nulla di cui temere» o spiegare razionalmente che il pericolo non esiste. Se un genitore deve spiegare così tanto, il bambino penserà: «Se la mamma insiste così tanto, allora sotto deve esserci un pericolo vero!». La rassicurazione calma l’ansia sul momento, ma conferma al bambino che non è in grado di farcela da solo.
2. L’evitamento protettivo: evitare i cani, non andare in certi luoghi o dormire sempre nel letto dei genitori. L’evitamento dà un sollievo immediato, ma rende la paura un gigante invincibile agli occhi del bambino.
SOS Buio: strategie per piccoli esploratori dell’oscurità
La paura del buio è una sfida classica della crescita (tipica tra i tre e i sei anni). Non è il buio in sé a spaventare, ma ciò che la fantasia vi proietta dentro.
Ecco come guidare il vostro bambino fuori dall’ombra:
• La tecnica della «luce che rimpicciolisce»: invece di lasciare la luce principale accesa, usate una piccola luce notturna. Ogni tre sere, concordate con il bambino di allontanarla di un piccolo passo dal letto o di abbassarne l’intensità. Questo gli permette di abituarsi gradualmente alla penombra, sentendosi protagonista della sua conquista.
• Inventare il «mostro pasticcione»: la paura si nutre di immagini terribili. Chiedete al bambino di disegnare il suo mostro e poi di aggiungergli dettagli buffi: un naso rosso da clown, le mutande del nonno in testa o un vestito di panna montata. Trasformare la paura in risata è il modo più rapido per disinnescarla.
• La «guardia del coraggio»: date un compito speciale al suo peluche preferito. Spiegate che i peluche hanno il superpotere di vedere nel buio e tenere lontani i brutti sogni. Spostare la protezione su un oggetto esterno permette al bambino di rilassarsi e riposare.
La mia Check-list del Coraggio
Appendila in cameretta e metti una stellina per ogni traguardo!
• Il check-up del coraggioso: abbiamo controllato insieme sotto il letto e nell’armadio una volta sola. Tutto libero!
• Il disegno pasticcione: ho trasformato la mia paura in qualcosa di buffo e divertente.
• Operazione lucina: stasera ho dormito con la luce un po’ più bassa o lontana.
• La guardia del corpo: il mio peluche è al suo posto e ha attivato i suoi superpoteri.
• Buonanotte nel mio letto: sono rimasto nel mio lettino per tutta la notte come un vero esploratore.
Il consiglio della psicoterapeuta
Il coraggio non è l’assenza di paura, ma la capacità di guardarla in faccia. Non dite mai «Non fare il piccolo», perché per lui quella sensazione è reale. Accoglietela, ma accompagnatelo a sperimentare che, una volta accesa la luce, la stanza è esattamente uguale a prima. Se la fobia diventa invalidante, la terapia breve strategica offre percorsi rapidi che lavorano proprio attraverso voi genitori, trasformandovi nei migliori «co-terapeuti» per i vostri figli.
Bibliografia di riferimento
• Nardone G. e l’équipe del Centro di Terapia Strategica (2012), Aiutare i genitori ad aiutare i figli. Problemi e soluzioni per il ciclo di vita, Ponte alle Grazie, Milano.
• Nardone G. (2003), Non c’è notte che non veda il giorno. La terapia in tempi brevi per gli attacchi di panico, Ponte alle Grazie, Milano.
• Watzlawick P., Weakland J.H., Fisch R. (1974), Change: sulla formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio, Roma.
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