La scuola dell’infanzia gioca un ruolo fondamentale nell’educazione dei bambini a valori come cittadinanza attiva, inclusione e rispetto delle differenze.

“È proprio in questa fase di crescita che i bambini iniziano a costruire la loro identità sociale, emotiva e culturale”, spiega Simona Lai, docente di scuola dell’infanzia e volontaria di ItaliaAdozioni. Attraverso il gioco, l’esempio e le relazioni, la scuola diventa un luogo privilegiato per vivere cooperazione, condivisione ed empatia, accogliendo ogni bambino nella sua unicità.
“Ogni gesto quotidiano, dal rispetto dei turni alla cura degli spazi comuni, è una forma concreta di cittadinanza attiva”, aggiunge Lai. La scuola dell’infanzia non trasmette solo valori, ma li pratica, creando le basi di una comunità rispettosa e formando cittadini consapevoli e sensibili.

Trasmettere valori complessi ai più piccoli

Per far comprendere concetti come unicità e accoglienza, è importante usare un linguaggio concreto ed esperienziale. “Valorizzare ogni bambino per ciò che è, lodare gesti gentili e dare voce alle emozioni rende visibile l’unicità di ciascuno”, sottolinea Lai.
Anche le routine quotidiane diventano strumenti educativi. Salutarsi, attendere il proprio turno, aiutare un compagno o ascoltare gli altri sono gesti che si trasformano in automatismi di empatia e rispetto. Attività creative e inclusive – disegno, musica, drammatizzazione – permettono ai bambini di esprimersi e riconoscere le differenze.
“Le letture di albi illustrati aiutano i bambini a immedesimarsi nei vissuti altrui, veicolando consapevolezze profonde in modo naturale e spontaneo”, aggiunge l’insegnante.

Il concorso e le attività in classe

Il concorso nazionale L’adozione fra i banchi di scuola, proposto da ItaliaAdozioni anche per l’anno scolastico 2025-2026, offre un’occasione concreta per affrontare temi come accoglienza, famiglia, identità e diritto di ogni bambino ad essere amato. “Anche i più piccoli, se guidati con competenza e sensibilità, riescono a cogliere questi concetti attraverso ciò che vivono e sentono”, spiega Simona Lai.

Per rendere concreti questi valori, gli strumenti in classe possono essere albi illustrati, giochi di gruppo, laboratori, cartelloni, video o rappresentazioni teatrali e musicali. “Fondamentale è anche l’incontro con le famiglie adottive, che raccontano il loro vissuto e i ricordi del percorso intrapreso”, aggiunge Lai. L’obiettivo è creare un clima di ascolto, empatia e partecipazione, dove ogni bambino si senta protagonista e portatore di un messaggio importante.

Un messaggio per insegnanti e famiglie

Partecipare a iniziative come il concorso di ItaliaAdozioni significa educare insieme scuola e famiglia, formando menti sensibili e un mondo più accogliente. “L’adozione è una storia d’amore, di coraggio e di scelta, ma anche un’occasione universale per parlare di appartenenza, rispetto, identità e relazioni profonde”, dichiara Simona Lai.
L’insegnante invita tutti a partecipare all’XI edizione del concorso “L’adozione fra i banchi di scuola – inclusione, accoglienza, emozioni”, non come un’attività in più, ma per fare davvero la differenza nella formazione dei cittadini del domani.

Info su: https://italiaadozioni.com/in-evidenza/ladozione-fra-i-banchi-di-scuola-xia-edizione/