in foto: primi passi sugli sci nella Ski Area Buffaure in Val di Fassa (TN)

Articolo a cura di Melissa Pattacini, dottoressa in psicologia e responsabile dei servizi psicoeducativi del centro Psy&App di Parma

Nella psicanalisi junghiana la montagna innevata ha un forte significato simbolico, in relazione alla crescita psichica, psicologica ed individuale. Tra purezza, magia e sogno, le cime imbiancate sono infatti protagoniste del mondo onirico di bambine e bambini, ma rappresentano anche il loro coraggio. Tanto da rivelarsi luoghi ideali per imparare fin da piccoli ad affrontare le difficoltà della vita: per raggiungere le vette occorre superare gli ostacoli, i pericoli e la paura di cadere, così da arrivare a gioire del successo e ritornare giù, scivolare, che significa non fermarsi. Per poi prepararsi alla sfida successiva.

Con i maestri si impara più in fretta

Qual è dunque il miglior modo per insegnare ai figli a sciare? In questa fase assume una grande importanza la figura del Maestro o della Maestra di sci, esterna a quella dei genitori che solitamente si caricano di aspettative e con i quali i bimbi si concentrano meno a causa della troppa confidenza.

L’istruttore o istruttrice si propone invece come guida che applica strategie educative proprie dell’analisi del comportamento. Modeling, rinforzo positivo, fading, chaining, sono solo alcune delle procedure utilizzate per facilitare l’apprendimento, che al contempo favoriscono la motivazione e rafforzano l’autoefficacia, mattoncino necessario per la costruzione dell’autostima.

In quota, con gli sci ai piedi, è inoltre più facile stimolare la propriocezione, detto anche sesto senso, ovvero quello che viene definito il «senso di posizione e di movimento degli arti e del corpo che si ha indipendentemente dalla vista». Questo perché lo sci è un’attività che sviluppa l’agilità e la coordinazione neuro-motoria e l’equilibrio. Non è basato sulla forza bensì sulla stabilità, che nei bimbi è favorita dal baricentro basso.

Non solo sci

Ma la montagna non è solo sci. Si possono vivere in modo avventuroso i pendii anche a bordo di bob, slittini, gommoni o snow bike senza pedali. Tutti giochi sicuri e di semplice utilizzo come quelli che GEA Fun Experience inserisce nei Baby Park sulla neve di tutto il nord Italia. Le emozioni sono assicurate fin dalla prima discesa e tutta la famiglia può godere appieno della giornata o vacanza sulla neve senza preoccupazioni.

I sussidi didattici di GEA

Oggi esistono sussidi didattici che rendono più divertente che mai fare sport sulla neve. GEA Fun Experience – azienda diretta da Matteo Pulli, che dal 2000 realizza parchi giochi in pianura o in pendenza – inserisce sulle piste e nei campi scuola attrezzature che non sono solo figure simpatiche, ma aiutano a semplificare l’apprendimento e a stimolare nel principiante l’acquisizione delle sequenze motorie di base dello sci attraverso il gioco.

Archi e passaggi servono ad esempio per far flettere i bambini sulle ginocchia ed apprendere il movimento delle gambe per curvare, mentre i coni vengono posizionati per insegnare ad evitarli facendo le curve. Anche la mano sonora con tante musiche intercambiabili rende l’esperienza più completa: colpendo la mano si azionano varie melodie che vanno da quella tirolese fino al suono di un jet che parte. Un feedback che fa impazzire i piccoli! Grazie all’animazione delle piste, i piccini sono pertanto invogliati a ripetere il percorso e giocano più a lungo.
www.geafunexperience.com