Anche le ultime visite gratuite condotte dallo staff di oculisti e ortottisti del Progetto Elisa per la prevenzione dell’ambliopia hanno confermato che la sindrome “dell’occhio pigro”, è una patologia subdola, poco nota e che necessita di informazione e di interventi mirati e precoci.

Se la popolazione di Cadorago e Guanzate, piccoli comuni della Comasca – dove si è svolto lo screening in collaborazione con Rotary Club Lomazzo e dei Laghi e con il supporto delle Amministrazioni comunali – sono lo specchio fedele di tante altre realtà italiane, c’è da preoccuparsi: il 15% dei bambini visitati infatti è risultato da “codice rosso”, e 11% in “codice giallo”.

“Il successo delle recenti attività social del Progetto Elisa – spiega Enrica Mariateresa Ferrazzi, Portavoce e Sviluppo progetti dell’associazione – hanno portato molte mamme a scriverci ponendo al nostro Presidente e fondatore, il dottor Roberto Magni, quesiti specifici in merito alla salute visiva dei loro bambini. Questo interesse sull’argomento è in parte dovuto alla campagna informativa che nelle scorse settimane ha coinvolto anche Pediatra Carla, una vera star del web: grazie a lei molte mamme hanno voluto saperne di più su un tema che ignoravano potesse riguardarle. Anche numerosi professionisti della visita, ortottisti e oculisti, si sono offerti di collaborare con la nostra associazione, convinti della validità del nostro progetto che mira al vero bene per i bambini”.

L’ambliopia è insidiosa: ogni anno colpisce silenziosamente in Italia circa 15mila bambini, il 3,5% dei nuovi nati. Il bambino con occhio pigro compensa il suo difetto usando l’altro occhio, senza che anche la mamma più attenta possa accorgersene.

I rimedi proposti dal Progetto Elisa sono semplici e indolori: l’esame – condotto tra i 10 e i 22 mesi del bambino da un esperto si svolge con l’autorefrattometro, che esamina “l’atteggiamento” visivo del bambino tranquillamente in braccio alla sua mamma e ne coglie i possibili deficit. Per correggere il difetto visivo poi, basterà un occhiale correttivo. Una diagnosi più tardiva, intorno ai 4-5 anni comporta solitamente anche il ricorso alla benda occlusiva. Se si dovesse scoprire l’ambliopia dopo i 6-7 anni non è più possibile porvi rimedio.

Il Progetto Elisa sta espandendosi e per l’autunno ha nuove iniziative in vista, come screening in territori del Centro Italia e un possibile corso di formazione per professionisti della vista.

Info: info@progettoelisa.it