A cura di Layla Perroni, Volontaria Italia Adozioni
Contrastare la povertà educativa offrendo a bambini e ragazzi l’opportunità di partecipare alla vita culturale. È questo l’obiettivo dell’Affido Culturale, progetto attivo in diverse città italiane che rende l’accesso alla cultura un diritto reale e inclusivo, rivolto soprattutto ai minori in condizioni di svantaggio.
Definizione
L’Affido Culturale è un’iniziativa promossa da Con i Bambini, attiva dal 2020 in 11 territori: Napoli, Roma, Bari, Modena, Milano, Abruzzo, Cagliari, Arezzo, Andria, Venezia e Palermo.
A differenza dell’affido familiare tradizionale, non è residenziale né continuativo: le famiglie affidatarie non assumono responsabilità legali sul minore, ma condividono con lui esperienze culturali come spettacoli teatrali, mostre, laboratori o letture. Ogni uscita è occasione di stimolo e crescita.
Numeri e territorialità
Dal 2020 a oggi il progetto ha coinvolto 1.127 bambini, 1.104 famiglie affidatarie, con oltre 14.000 uscite culturali e circa 9.000 voucher distribuiti.
Una rete di oltre 20 associazioni cura localmente le attività: tra queste Le Nuvole (Napoli), CSV Lazio (Roma), Progetto Pan (Bari), Il Mosaico (Modena) e L’Albero delle Storie (Abruzzo). Le mete spaziano dai musei ai teatri fino a laboratori scientifici e musei dei bambini.
Le famiglie affidatarie
Possono candidarsi famiglie con o senza figli, coppie omogenitoriali, single o pensionati. L’impegno richiesto è di una o due uscite al mese, spesso nel weekend. I costi delle attività sono interamente coperti dai voucher culturali e il supporto delle associazioni accompagna gli affidatari in ogni fase.
Rapporto con le famiglie biologiche
L’affido culturale è temporaneo e non prevede un coinvolgimento stabile con la famiglia biologica. In genere le due famiglie non si conoscono, perché la relazione si concentra esclusivamente sull’esperienza culturale condivisa. Solo in casi particolari può esserci un contatto, su accordo con le associazioni.
Voucher e uscite
I voucher culturali sono lo strumento che consente di coprire biglietti, ingressi e laboratori, garantendo trasparenza e monitoraggio delle attività. Ogni uscita è documentata e collegata all’utilizzo dei voucher. Le proposte sono programmate dalle associazioni locali, che offrono informazioni, assistenza logistica e linee guida, ma le famiglie possono anche suggerire iniziative autonome.
Come aderire
Chi desidera diventare affidatario culturale deve rivolgersi all’associazione di riferimento nel proprio territorio. Il percorso prevede un colloquio conoscitivo, una breve formazione iniziale e l’abbinamento con un bambino. Le famiglie sono poi seguite e sostenute lungo tutto il percorso, con incontri di aggiornamento e confronto.
Criticità
L’Affido Culturale ha dimostrato di essere uno strumento efficace e inclusivo, ma presenta alcune fragilità. La prima riguarda la sostenibilità economica: oggi il progetto si regge su finanziamenti temporanei, come quelli del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Per garantirne la continuità sarebbe necessario istituzionalizzarlo, inserendolo nelle politiche educative nazionali o locali. Un’altra criticità è la disparità territoriale: in molte zone d’Italia il progetto è ancora assente o poco conosciuto.
Servono investimenti in comunicazione, formazione e nuove reti associative. Infine, per quanto accessibile, l’affido culturale richiede tempo e sensibilità educativa da parte delle famiglie, il che rende fondamentale un accompagnamento costante e strutturato da parte delle associazioni coinvolte.





