Nelle ultime decadi le insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria trovano difficoltà nel portare avanti la propria professione a causa di nuove problematiche legate all’ambito psicologico, comportamentale e cognitivo della contemporanea popolazione scolastica.
I fenomeni con maggiore testimonianza sono: difficoltà circa l’espressione delle emozioni, difficoltà relazionali, mancanza di punti di riferimento sicuri nei modelli comportamentali, l’inabilità nell’accettare e gestire il proprio “limite” che comporterà, come conseguenza, problematiche riguardanti la disciplina del soggetto. Nell’ultima versione del DSM – 5 tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento figurano: discalculia, dislessia, disturbi del linguaggio, disgrafia, disortografia.
C’è da sottolineare che in un soggetto può manifestarsi la comorbilità, ovvero la presenza di più Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Un bambino con Disturbo Specifico dell’Apprendimento è caratterizzato dalla difficoltà che riguarda lo svolgimento di tutte le attività che richiedono l’integrazione di più competenze base. Infatti sarà proprio la concatenazione di queste diverse capacità a mettere in difficoltà il soggetto nel personale percorso di apprendimento scolastico.

Queste difficoltà riguardano la difficile messa in atto delle seguenti competenze:

– memorizzazione visivo – uditiva;
– coordinazione oculo – manuale;
– integrazione percettivo – motoria;
– competenze meta – fonologiche;
– integrazione uditiva – sequenziale.
Attraverso lo strumentario, la musicoterapia consente di organizzare attività sonore che portano all’acquisizione di tali competenze. Lo strumentario è fondamentale in quanto viene utilizzato come canale di sfogo delle tensioni che il soggetto accumula nel corso del suo sviluppo, nei rapporti con la famiglia o addirittura in un gruppo di suoi pari.
Questi Disturbi Specifici dell’Apprendimento, vengono accompagnati dal “bagaglio personale” del ragazzo, caratterizzato dalla frustrazione per le attese deluse e la nascita dell’idea interiore che qualcosa in lui non va.
La priorità assoluta della musicoterapia, in questo campo, sarà quello di occuparsi dell’aspetto emotivo del soggetto. Le attività proposte sono solo un esempio di numerose consegne che verranno modellate a seconda dei casi in questione e dopo un’attenta anamnesi sonora di ciascun soggetto, riguardano la scrittura, la lettura, la concentrazione e la padronanza del calcolo e si articolano in diverse aree:
1. Potenziamento della sensibilità uditiva: vengono organizzate delle attività sonore finalizzate alla padronanza dei parametri del suono (intensità, durata, timbro).
2. Sviluppo delle competenze comunicative relazionali e imparare ad ascoltare gli altri: vengono organizzate delle attività ludiche che utilizzano la musica, il linguaggio verbale e l’espressività corporea per far nascere dei dialoghi sonori.
3. Attenzione e concentrazione: con la “narrazione terapeutica” accompagnata dal suono del pianoforte.
4. L’ascolto di canzoni infantili (che vengono differenziate a seconda della fascia d’età del soggetto): vengono utilizzate come primo momento di formazione musicale che presenta elementi ritmici, armonici e linguistici.