bambina ortaggi

Ortoterapia

C

DEFINIZIONE:

L’ortoterapia si basa sul principio dell’esistenza dell’affinità tra uomo e natura ed è praticabile anche con i bambini. Pur nascendo come terapia medica, sono certi i benefici in termini mentali e motori connessi alla coltivazione di piante ed ortaggi nei bambini, soprattutto in quelli ”sani”. Passare del tempo all’aria aperta e sporcarsi le mani di terra offre tanti vantaggi.
Coltivare un piccolo orto a casa o a scuola può avere diversi benefici nei più piccoli.
– Migliora la capacità di apprendimento;
– rafforza l’autostima: il bambino ha un ruolo attivo e può vedere e gustare i frutti del suo “lavoro”;
– favorisce la socializzazione: il bambino si sente parte di un gruppo;
– stimola il movimento: scavare, seminare, annaffiare, potare e raccogliere i frutti sviluppa la motricità, il coordinamento occhi-mani e la forza nelle braccia.

Nell'orto

di Morena Paolini

È una splendida serata, (disse il cardo all’insalata).
Sono qui tutta avvizzita, oggi son come impazzita.
Ho bevuto una volta sola, (disse Lola la scarola)!
Dai… prenotiam un tavolino,(disse Lino il cicorino!
Dai prendiam anche i bambini, prenotiam due tavolini!
Io unirmi a voi non voglio! (Disse con distacco l’aglio).
Meno male, quegli odori(dissero due pomodori)!
Per fortuna e un sorrisetto (pensò Titti il cavoletto),
altrimenti che serata, con la puzza assicurata!
Dai… suvvia corriam in fretta, se no tutta la piazzetta,
troveremo già murata e addio alla serata! (Disse il cardo all’insalata).

Citazioni:

Lascia che i bambini siano liberi; incoraggiali;
lasciali correre fuori quando piove;
lascia che si tolgano le scarpe quando trovano una pozza d’acqua;e quando l’erba dei prati è bagnata di rugiada,
lasciali correre su di essa e calpestarli a piedi nudi;
lasciali riposare in pace quando un albero li invita a dormire sotto la sua ombra;
lasciali gridare e ridere quando il sole li sveglia al mattino.
(Maria Montessori)

Giocare insieme nella natura è tanto per noi quanto per il bambino. I bambini possono celebrare ed essere se stessi, mentre ci viene ricordato il nostro bambino interiore, l’essenza di ciò che siamo.
(Nicolette Sowder)

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