Leggere in famiglia

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Dov’è finita la mia zucca?

Categoria: libri
Lo straordinario viaggio nel mondo delle fiabe della bibliotecaria Nene e della giovane Mimì – e con loro di ogni piccolo lettore –, in occasione del trasloco di una fantastica biblioteca.
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di Emanuela Bussolati
Libro: 40 pagine
Editore: Rrose Sélavy (26 maggio 2021)
ISBN-13: 978-8885534117

Un volume sognante e immaginifico, che spinge il bambino a continuare da solo il racconto

Un trasloco è sempre un’occasione per rispolverare angoli di vita rimasti in soffitta. Ma cosa succede se a traslocare è una biblioteca? Una di quelle che contiene le storie più amate dai bambini, quelle più raccontate, quelle più emozionanti.

Succede che la bibliotecaria Nene si ritrova a preparare scatoloni, tanti scatoloni, ma purtroppo qualcosa rimane fuori, come accade durante ogni trasloco, e non sa più quale posto dargli.
Una scarpetta di cristallo, una mela rossa, uno stivale pieno di peli di gatto, perfino un’ombra scapparella. Bisogna rimettere tutto al posto giusto, ma alla brava Nene servirà una mano. Ogni oggetto, anche il più piccolo, deve tornare dentro il suo libro, per essere sicuri che ogni storia non venga cambiata e possa così tornare ad essere letta e narrata.

Dov’è finita la mia zucca? è un volume sognante e immaginifico, che spinge il bambino a continuare da solo il racconto, a partecipare alla narrazione, come spesso accade nelle opere dell’autrice. La scrittura fresca e immediata che contraddistingue la penna di Emanuela Bussolati si ritrova anche nelle illustrazioni che guidano i lettori attraverso il racconto: Nene e il suo aiutante si muovono sotto cieli di carta stropicciata, dentro una biblioteca che prende forma, all’interno di un ambiente popolato dai personaggi e dagli oggetti delle fiabe che cercano di tornare “a casa”, ognuno tra le
pagine del proprio libro.

Il volume, già disponibile in libreria, fa parte della collana “Quaderno Cartone”, rivolta a piccoli grandi lettori (o ascoltatori) dai 4 anni in su.

L’autrice

Emanuela Bussolati, architetto, si dedica a progetti per l’infanzia dal 1974.
Il suo lavoro di illustratrice, o “figurinaia” come ama definirsi, si basa sull’osservazione dei bambini, da sempre incuriosita dalle dinamiche che ne governano lo sviluppo cognitivo e relazionale. Le interessa esplorare il percorso che ogni bambino compie dalla scoperta all’interiorizzazione del “nuovo”: con grande meraviglia il bambino impara ogni giorno dal mondo, verifica ciò che ha imparato, lo trasmette e poi lo comunica. Nel suo lavoro, Emanuela mette in scena queste dinamiche, in maniera chiara e limpida, a volte anche ironica e impertinente; innamorata del teatro, per la sua complessa semplicità, e della natura per lo stupore continuo che offre.

Ha collaborato per diversi anni con il Centro di psicologia per l’età evolutiva Il Vivaio, di Milano. È coinvolta in diversi progetti di Unicef, Cesvi, Vento di Terra. Ha creato il Museo Nomade, per portare storie e linguaggi di animazione nelle Biblioteche. Ha organizzato la mostra Orsetti & c. sugli oggetti transazionali e affettivi, e diverse installazioni narrative. Ha ricevuto molti premi, tra cui diversi Andersen e il Superpremio Andersen per il libro Tararì tararera, il premio alla carriera dell’Associazione Autori di immagini e, nel 2019, il Premio letterario Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante per un libro-
concerto realizzato con Elisabetta Garilli.

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