rosolia

Rosolia

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DEFINIZIONE:

La rosolia è una malattia infettiva acuta esantematica, causata da un virus a Rna del genere Rubivirus, della famiglia dei Togaviridae. L’eruzione cutanea con cui si manifesta è molto simile a quella del morbillo o della scarlattina, tanto che in molti casi è difficile distinguerla.

Il periodo d’incubazione della rosolia si stima tra 12 a 23 giorni, in media 18 giorni. I malati sono generalmente contagiosi da 7 giorni prima a 7 giorni dopo la comparsa dell’esantema, ma il virus può essere presente nelle secrezioni del nasofaringe fino a 14 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea. La massima contagiosità è da 1 a 5 giorni dopo la manifestazione dell’esantema. I sintomi sono di solito lievi: si può riscontrare febbre non particolarmente alta, malessere generale, lieve congiuntivite, esantema maculopapulare, ingrossamento dei linfonodi che generalmente precede l’esantema, che parte dal viso e nell’arco di 24 ore si diffonde al resto del corpo, per poi scomparire dopo circa 1-3 giorni. Dal 20% al 50% dei casi è possibile non sviluppare sintomi e quindi essere esposti all’infezione senza saperlo. Per confermare la diagnosi di rosolia è necessario il ricorso a esami di laboratorio.

La rosolia può diventare pericolosa se contratta durante la gravidanza. Può infatti causare aborto spontaneo, morte intrauterina del feto, o gravi anomalie congenite. Se l’infezione avviene poco prima del concepimento o nelle prime 8-10 settimane di gestazione, il rischio stimato di conseguenze al feto è fino al 90%. Se l’infezione è contratta dopo la ventesima settimana l’infezione provoca raramente malformazioni congenite.

La rosolia è prevenibile attraverso la vaccinazione con il vaccino vivo attenuato Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR). Sono previste due dosi del vaccino, in Italia la prima dose è somministrata a 12-15 mesi di età, la seconda a 5-6 anni. Negli adolescenti e adulti mai vaccinati sono previste due dosi a distanza di almeno 4 settimane.
Non esiste una terapia farmacologica specifica per la rosolia, a parte l’uso di sintomatici per la febbre o i dolori articolari o antibiotici in caso di sovrapposizioni batteriche.

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